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Sebeto
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mwcaSebéto era il nome del fiume che bagnava l'antica mwcqmwcgNeapolis. Il corso d'acqua, precedentemente navigabile, già nel Medioevo si era ridotto a un rigagnolo; i brevi tratti sopravvissuti furono definitivamente intombati per permettere l'espansione urbanistica della città partenopea del XX secolo.

Contents

Storia
Note

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Storia

Il suo antico nome mwdggreco, tramandatoci sul verso di alcune monete coniate fra il mweaV secolo a.C. e il mweqIV secolo a.C., era mwegSepeithos, traducibile come "andar con impeto", probabile riferimento al corso irruente del fiume. La storia o, meglio, la leggenda di questo fiume, si perde nella notte dei tempi. Sappiamo dalle cronache di molti antichi viaggiatori che la greca mwewNeapolis era divisa da mwfaPartenope (detta anche "Palepolis") da un fiume, per alcuni navigabile, "mwfqfra lo monte S. Erasmo e lo monte di Patruscolo". Vi era, quindi, sull'area su cui insiste l'attuale mwfgpiazza Municipio, la foce di un fiume. Tra le varie cronache che lo citano vi sono quelle che parlano dell'assedio romano alla città quando mwfwPublilio Filone accampò il suo esercito fra mwgaNeapolis e Partenope proprio alla foce del Sebeto.

In largo Sermoneta, a mwggNapoli, si erge la seicentesca mwgwfontana monumentale del Sebeto, opera di mwhaCosimo Fanzago, in cui il corso d'acqua è raffigurato secondo la mwhqclassica iconografia delle mwhgdivinità fluviali.cite-ref-cosenapoli-1-0[1]

Nell'antichità

Il Sebeto nasceva dalle sorgenti della Bolla, situate alle falde del mwjqMonte Sommacite-ref-2[2]. Durante il suo percorso attraverso gli attuali comuni di mwkgVolla, mwkwCasalnuovo e mwlaCasoria, il fiume si arricchiva di acque piovane. Prima di terminare il suo corso e sfociare nel mwlqgolfo di Napoli si divideva in due rami: uno di essi finiva in un punto imprecisato sotto la collina di mwlgPizzofalcone, tra le attuali mwlwpiazza Borsa e mwmapiazza Municipio; l'altro sfociava in mare in una zona più a oriente, verso l'attuale mwmqPonte della Maddalena. Le più antiche testimonianze storiche sembrano identificare il Sebeto solo nel primo ramo che sfociava presso l'originario insediamento greco (la presenza di un insediamento umano corrobora la tesi che vuole la presenza in quell'area di un corso d'acqua). In seguito allo sviluppo urbanistico della città - e dunque all'interramento del primo ramo del corso d'acqua - il nome Sebeto sarebbe stato utilizzato esclusivamente per riferirsi al corso d'acqua che sfociava nell'area orientale.

Verso la fine del mwmwMedioevo, il corso del fiume cominciava già ad essere seriamente ridimensionato a causa dello sviluppo urbanistico della città. Nel mwna1340 mwnqPetrarca si recava a Napoli alla ricerca del Sebeto spinto dai riferimenti fatti in epoca romana da mwngVirgiliocite-ref-3[3], mwowTito Livio, e mwpaStaziocite-ref-4[4], ma il fiume era ormai ridotto a un rigagnolo che trovava la sua strada tra i palazzi. Non è possibile capire con precisione a quale dei due corsi d'acqua mwqqPetrarca facesse riferimento.

Nel mwqw1635, quando a mwraCosimo Fanzago fu commissionata la costruzione della mwrqFontana del Sebeto, il fiume doveva appartenere ormai più alla leggenda che alla realtà, anche se Tommaso de Santis, nel libro mwrwStoria del tumulto di Napoli , che tratta la rivoluzione di mwsaMasaniello, così narra le vicende del cadavere di Masaniello: "Quivi lo rizzarono, e lavato che l'ebbero al Sebeto, lo portarono a mwsqPort'Alba".

All'inizio del diciannovesimo secolo Salvatore de Renzi, cita il fiume Volla che sorge alle falde del Vesuvio, le cui sorgenti sono circondate da altre minori che scorrono e confluiscono nel fiume Sebeto. Le acque alimentano alcune fontane a Poggio Reale, passando per porta Capuana e i pozzi della parte bassa della città ,dando acqua ai quartieri di Vicaria, S. Lorenzo, S.Giuseppe, e a quelli di Mercato ,Pendino e Porto fino alla Darsenacite-ref-5[5].

In alcune foto di fine Ottocento si possono scorgere dei contadini che trasportano merci e animali affondando fino alle ginocchia nella melma del presunto Sebeto. Un'altra importante testimonianza dell'esistenza di questo fiume ci viene da mwuaRaffaele de Cesare, che nel suo libro mwuqmwugLa fine di un Regno, così si esprime in merito ad alcune innovazioni avvenute nel Regno: "Nel mwuw1858 il Marchese Francesco e il Cavaliere Luigi Patrizi chiedevano il permesso di costruire due mulini sulle rive del Sebeto, in una loro tenuta presso la pianura della Bolla"cite-ref-6[6]; anche se ormai il fiume era diventato solo un'area da mwwabonificare. Nel mwwqXX secolo, il rapido sviluppo dei quartieri orientali della città di Napoli cancellò quasi ogni traccia del mitico corso d'acqua.cite-ref-tozzi-7-0[7]

Nel ventunesimo secolo

Le trasformazioni urbane che hanno caratterizzato il territorio, specie verso est, hanno prima ridimensionato e, in seguito, intombato il corso del fiume.cite-ref-tozzi-7-1[7] È visibile in via Lufrano ad Arpino, frazione di Casoria, e a Napoli ad est, poco prima di giungere al Ponte della Maddalena, in via Generale Francesco Sponzilli all'incrocio con via Galileo Ferraris; è inoltre visibile un breve tratto di circa venti metri che scorre sotto un ponte autostradale. È possibile che il Sebeto fosse il torrente mwzaArenaccia, attualmente completamente interrato.cite-ref-meridiano-8-0[8]

Al Sebeto vengono imputate le infiltrazioni che deteriorano le opere pubbliche edificate nei pressi del suo corsocite-ref-meridiano-8-1[8] e all'innalzamento della sua mwbgfalda i ricorrenti allagamenti nella mwbwStazione di Poggioreale della mwcaFerrovia Circumvesuviana.cite-ref-9[9]

Nella cultura di massa

Una cantata per voce di basso e basso continuo di mwdwAlessandro Scarlatti, conservata presso la biblioteca del mweaConservatorio di S.Pietro a Majella, si intitola mweqNel mar che bagna al bel Sebeto il piede. Dalla scrittura musicale risulta che l'accento della parola cadeva sulla seconda "e" ed era acuto: "Sebéto". Si tratta di una cantata d'mwegargomento arcadico, cioè bucolico e pastorale, in cui sono ritratte gare di vele alla foce del fiume e, in parallelo, una "gara d'amore" che nasce tra due pastori dai mitologici nomi di Elpino e Nice. Lo stesso Alessandro Scarlatti scrive una cantata dal titolo mwewNel mar che bagna a Mergellina il piede, d'identico argomento e identica ambientazione.

Nella serenata in un atto mwfqLa concordia dei pianeti (1723) di mwfgAntonio Caldara, si menziona il Sebeto assieme a altri fiumi (“l'mwfwIstro, il mwgaReno, la Mossa, il mwgqPo, il Sebeto”) che "mormorano" il nome dell'imperatrice Elisabetta Cristina, regnante assieme a Carlo VI. Anche nel melodramma di Tiberio Natalucci mwgwIl viaggio di Bellini, con testo di Cassiano Zaccagnini, è citato questo fiume: Bellini, all'apertura della 5ª scena del 1° atto infatti canta «Del bel Sebeto le incantate sponde / Son presso omai: ricalcherò quel suolo / Che de sudori miei primo bagnai...».

Note

cite-note-cosenapoli-11. mwiwmwjamwjqLa fontana del Sebeto, su mwjgcosedinapoli.com. mwjwURL consultato il 29 luglio 2022.
cite-note-22. mwkwTeodoro Monticelli, mwlamwlqSull'origine delle acque del Sebeto, in mwlgMemoria del cav. Teodoro Monticelli sull'origine delle acque del Sebeto, di Napoli antica, di Pozzuoli, Napoli, 1840. mwlwURL consultato il 28 settembre 2015.
cite-note-33. mwmwVirgilio, mwnamwnqEneide, Libro VII, 2011.
cite-note-44. mwoqStazio, mwogSilvarum Carmine, libro 1.
cite-note-55. mwpgSalvatore De Renzi, mwpwOsservazioni sulla topografia medica del Regno di Napoli-parte seconda, tipografia fratelli Criscuolo, 1829, p.mwqa 50.
cite-note-66. mwramwrqR. De Cesare, mwrgmwrwLa fine di un Regno (Napoli e Sicilia), Città di Castello, S. Lapi, 1900, p.mwsa 226. mwsqURL consultato il 28 settembre 2015 mwsg(archiviato dall'mwswurl originale il 28 settembre 2015).
cite-note-tozzi-77. mwuqmwugMario Tozzi, mwuwmwvaRifiuti sotterrati e fiumi scomparsi, in mwvqItalia segreta, Milano, Rizzoli, 2008, mwvgISBNmwvw 978-88-17-02602-4.
cite-note-meridiano-88. mwxgPino Neri, mwxwmwyaSebeto: passato e presente del fiume più violentato d’Italia, su mwyqilmediano.com, 11 novembre 2015. mwygURL consultato il 24 luglio 2022.
cite-note-99. mwzgGiuliana Covella, mwzwmw0aAllagamenti nella Circum di Poggioreale, l'Eav: «Già avviate verifiche tecniche», in mw0qIl Mattino, 22 novembre 2018.

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